Pierre Cardin Primavera-Estate 2027: La moda entra in movimento
Con Pierre Cardin Primavera-Estate 2027, la Maison formula una proposta che preferisce la mobilità all'effetto stagionale. Battezzata "Prêt-à-Vivre", la collezione ideata sotto la direzione artistica di Rodrigo Basilicati-Cardin pone lo spirito sportivo al centro di un vocabolario che la Maison ha reso, fin dai suoi esordi, un territorio di sperimentazione: il movimento, la libertà, la precisione delle linee e l'ottimismo della forma.
La sfilata, presentata il 6 ottobre a Parigi, non ha cercato lo scenario spettacolare fine a se stesso. Ha occupato una pista di pattinaggio, trasformando il ghiaccio in uno spazio di proiezione molto "Cardin": una superficie netta, quasi futuristica, dove l'abbigliamento dialoga con la velocità, il controllo del corpo e la luce. La pista, coreografata da Olivia Candeloro, ha riunito le pattinatrici Annette Dytrt, Sheryl Ovide-Étienne, Jiana Fortes e Maya Candeloro. Philippe Candeloro è apparso come ospite, accompagnato in particolare da Yannick Bonheur e dai freestyler Axel Girandier, Corentin Dieumegard e Florian Dufrane. Hanno sfilato anche la calciatrice Wendie Renard e il rugbista Antoine Zeghdar.
Questa cornice rivela con precisione l'intento della stagione. La silhouette Pierre Cardin si alleggerisce senza ridursi: protegge, avvolge e segue il movimento. Volumi morbidi, cerchi, curve e contrasti compongono una scrittura grafica immediatamente identificabile, fedele all'avanguardia che ha sempre fondato il linguaggio della Maison. Qui, il prêt-à-porter diventa "prêt-à-vivre": accompagna un'intera giornata, dal guardaroba urbano a un abito da sera, senza imporre alcuna rottura tra comfort ed eleganza.
I 59 modelli della collezione prolungano quest'idea di un guardaroba in uso. I tessuti riciclati e gli stock dormienti, provenienti dai decenni dal 1970 al 2010, avvicinano eredità e presente. Non si tratta di aggiungere una nota responsabile come argomento accessorio, ma di iscrivere la materia nella storia stessa della Maison: quella di una moda che pensa al futuro partendo da ciò che già esiste. La scelta della pista di pattinaggio, legata da Pierre Cardin ai suoi impegni ambientali tanto quanto all'eleganza del pattinaggio, rende questa ricerca concreta.
Sulle silhouette fotografate, gli occhiali da sole giocano un ruolo preciso. Non sono un semplice accessorio aggiunto alla fine del look: prolungano le verticali del corpo, induriscono i contorni e conferiscono ai colori decisi un aspetto quasi cosmico. Indossati con tute, mantelle o completi grafici, ricordano che l'immaginario Cardin risiede in questa capacità di trasformare una funzione in un segno.
Anche la musica partecipa a questa continuità. Jenn Ayache ha sorpreso il pubblico rivelando la prima silhouette ideata da Pierre Cardin per i suoi prossimi concerti. La colonna sonora originale, creata da Daniele Martini in dialogo con la direzione artistica, ha accompagnato questo incontro tra scena, sport e moda.
Pierre Cardin non cerca di riproporre il suo futurismo come un archivio. Questa stagione, la Maison ne trattiene il principio attivo: disegnare capi capaci di rispondere a vite in movimento, senza perdere la forza grafica che ne determina la presenza. Sul ghiaccio, la collezione afferma che una silhouette può essere protettiva, responsabile e spettacolare allo stesso tempo.
Primavera-Estate 2027: La Moda si Mette in Movimento
7 ottobre 2026 - Di Icon-Icon
Pierre Cardin Primavera-Estate 2027: La moda entra in movimento
Con Pierre Cardin Primavera-Estate 2027, la Maison formula una proposta che preferisce la mobilità all'effetto stagionale. Battezzata "Prêt-à-Vivre", la collezione ideata sotto la direzione artistica di Rodrigo Basilicati-Cardin pone lo spirito sportivo al centro di un vocabolario che la Maison ha reso, fin dai suoi esordi, un territorio di sperimentazione: il movimento, la libertà, la precisione delle linee e l'ottimismo della forma.
La sfilata, presentata il 6 ottobre a Parigi, non ha cercato lo scenario spettacolare fine a se stesso. Ha occupato una pista di pattinaggio, trasformando il ghiaccio in uno spazio di proiezione molto "Cardin": una superficie netta, quasi futuristica, dove l'abbigliamento dialoga con la velocità, il controllo del corpo e la luce. La pista, coreografata da Olivia Candeloro, ha riunito le pattinatrici Annette Dytrt, Sheryl Ovide-Étienne, Jiana Fortes e Maya Candeloro. Philippe Candeloro è apparso come ospite, accompagnato in particolare da Yannick Bonheur e dai freestyler Axel Girandier, Corentin Dieumegard e Florian Dufrane. Hanno sfilato anche la calciatrice Wendie Renard e il rugbista Antoine Zeghdar.
Questa cornice rivela con precisione l'intento della stagione. La silhouette Pierre Cardin si alleggerisce senza ridursi: protegge, avvolge e segue il movimento. Volumi morbidi, cerchi, curve e contrasti compongono una scrittura grafica immediatamente identificabile, fedele all'avanguardia che ha sempre fondato il linguaggio della Maison. Qui, il prêt-à-porter diventa "prêt-à-vivre": accompagna un'intera giornata, dal guardaroba urbano a un abito da sera, senza imporre alcuna rottura tra comfort ed eleganza.
I 59 modelli della collezione prolungano quest'idea di un guardaroba in uso. I tessuti riciclati e gli stock dormienti, provenienti dai decenni dal 1970 al 2010, avvicinano eredità e presente. Non si tratta di aggiungere una nota responsabile come argomento accessorio, ma di iscrivere la materia nella storia stessa della Maison: quella di una moda che pensa al futuro partendo da ciò che già esiste. La scelta della pista di pattinaggio, legata da Pierre Cardin ai suoi impegni ambientali tanto quanto all'eleganza del pattinaggio, rende questa ricerca concreta.
Sulle silhouette fotografate, gli occhiali da sole giocano un ruolo preciso. Non sono un semplice accessorio aggiunto alla fine del look: prolungano le verticali del corpo, induriscono i contorni e conferiscono ai colori decisi un aspetto quasi cosmico. Indossati con tute, mantelle o completi grafici, ricordano che l'immaginario Cardin risiede in questa capacità di trasformare una funzione in un segno.
Anche la musica partecipa a questa continuità. Jenn Ayache ha sorpreso il pubblico rivelando la prima silhouette ideata da Pierre Cardin per i suoi prossimi concerti. La colonna sonora originale, creata da Daniele Martini in dialogo con la direzione artistica, ha accompagnato questo incontro tra scena, sport e moda.
Pierre Cardin non cerca di riproporre il suo futurismo come un archivio. Questa stagione, la Maison ne trattiene il principio attivo: disegnare capi capaci di rispondere a vite in movimento, senza perdere la forza grafica che ne determina la presenza. Sul ghiaccio, la collezione afferma che una silhouette può essere protettiva, responsabile e spettacolare allo stesso tempo.